Dal 3 giugno ci si sposterà tra le regioni. Escluse quelle ad alto rischio: Lombardia nel mirino

da Giusy Chiricò
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Ci si potrà spostare presto da regione a regione. È stata ufficializzata l’apertura dei confini a partire dal 3 giugno ma, in realtà, questa data potrebbe non coincidere su tutto il territorio nazionale: le zone ad «alto rischio» potranno essere escluse. Lo hanno confermato i ministri Francesco Boccia e Paola De Micheli. Alla base della scelta ci saranno 21 indicatori stilati dal ministero degli Affari regionali, e che le Regioni devono monitorare nei loro report quotidiani e settimanali.

«Se una regione è ad alto rischio è evidente che non può partecipare alla mobilità interregionale», ha spiegato Boccia in audizione alla Commissione Federalismo fiscale della Camera. Quindi, per quanto riguarda la mobilità tra regioni sarà il governo a decidere, e non varrà la regola per la fase 2 bis.

La rilevazione si baserà sui dati che i sistemi sanitari locali inviano quotidianamente e farà sì che i tecnici del ministero e dell’Istituto Superiore di Sanità possano dividere le regioni in varie fasce di rischio. Quelle ad alto rischio manterranno chiusi i confini sia in ingresso, sia uscita. Tra le altre, la regione Lombardia è tra le più a rischio perché i numeri ancora ad oggi sono altalenanti. Questo mette a rischio le vacanze dei Lombardi ma anche di coloro che vorrebbero venire in Lombardia per qualche gita turistica.

Il contenimento del contagio continua però a rimanere la priorità.

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