Caso camici, chiusa inchiesta su Fontana: i commenti politici

da Giusy Chiricò
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La Procura di Milano ha chiuso l’inchiesta, in vista della richiesta di rinvio a giudizio, per il governatore lombardo Attilio Fontana e altre 4 persone sull’affidamento del 16 aprile 2020 della fornitura da oltre mezzo milione di euro di camici e altri dpi a Dama, società di Andrea Dini, cognato del presidente. Solo quando venne alla luce il conflitto di interessi sulla fornitura per mezzo milione di euro di camici e altri dispositivi di protezione assegnata alla società del cognato, nell’aprile 2020, in piena emergenza Covid, Attilio Fontana si sarebbe mosso per trasformarla in donazione e risarcire personalmente il fratello di sua moglie per ciò che aveva già fatturato, anteponendo all’interesse pubblico, l’interesse e la convenienza personali. Con il risultato che furono consegnati alla centrale acquisti regionale Aria solo 50mila dei 75mila pezzi previsti.

Così si riassume l’accusa di frode in pubbliche forniture contestata dalla Procura di Milano al governatore Fontana, indagato già dalla scorsa estate, ma al quale il Nucleo speciale di polizia valutaria della Gdf ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini.

“Sono molto amareggiato per le questioni di carattere morale e politico che emergono da questa vicenda e che rappresentano esattamente il contrario della verità”, ha commentato Fontana. “La verità è un’altra – ha aggiunto -. Dimostrerò che quella teoria è completamente errata e che rappresenta il contrario della verità dei fatti”.

Dalla sua parte anche il consigliere Anelli di Regione Lombardia.

D’altro canto, le varie voci dell’opposizione non si tirano indietro nel commentare la vicenda così.

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