Moreschi, appello dei sindacati: ”Serve solidarietà da istituzioni e cittadini”

da Paolo Barni
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Esattamente un anno fa ci fu il primo sciopero per la vertenza della Moreschi di Vigevano, e la scena si ripeterà uguale a distanza di dodici mesi: martedì 27 luglio è previsto lo sciopero di 8 ore delle lavoratrici e dei lavoratori della storica fabbrica di calzature. Un anno fa si protestava per la situazione di profonda incertezza data dal passaggio di proprietà, ora si protesta perché l’incertezza è data principalmente dalla carenza di lavoro.

La cassa integrazione, scaduta a fine giugno, è stata prorogata fino a ottobre. I sindacati avevano chiesto di tornare al contratto di solidarietà, che prevedeva una riduzione dell’orario di lavoro del 22%. Cgil, Cisl e Uil avevano proposto di arrivare addirittura a una riduzione del 50%, ma l’azienda ha risposto di no, perché non ci sarebbero sufficienti commesse nemmeno per far lavorare i dipendenti alla metà del loro orario. Manca, scrivono i sindacati in un comunicato, l’accordo con le banche per rimettere in sesto la situazione finanziaria, mentre non ci sarebbe nemmeno un piano per risanare i debiti con i fornitori. Le sigle confederali, addirittura, denunciano di non avere nemmeno un organigramma aggiornato dell’azienda.

La situazione si sarebbe ulteriormente aggravata nelle ultime settimane. Da una parte i dipendenti che avevano ricevuto offerte hanno deciso di lasciare la Moreschi, e quindi si sta ponendo il problema di pagare diversi tfr. Dall’altra parte, sempre secondo quanto riferiscono i sindacati, sarebbe sfumata l’unica commessa ricevuta per la lavorazione conto terzi, che era stata indicata come una delle strategie principali per il rilancio dell’azienda.

Il tutto in un clima sempre più arroventato: “I rapporti in azienda – scrivono Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil – sono ulteriormente peggiorati. Continuano a proseguire, da parte di chi sostiene di rappresentare l’azienda, atteggiamenti intimidatori, ricattatori e offensivi, arrivando a calpestare la dignità di chi lavora”. I sindacati chiedono a istituzioni e cittadini di portare solidarietà ai lavoratori venendo a far visita al presidio che si terrà davanti ai cancelli dello stabilimento di via Cararola a partire dalle 8 di martedì mattina.

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