Vaccini Lombardia, Lucchini: “Confidiamo di raggiungere obiettivi”

da Benedetta Maffioli
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È stato il tema della campagna vaccinale anti covid, l’argomento al centro della discussione della commissione sanità  che si è tenuta in mattinata a palazzo Pirelli.

Ascoltato dai consiglieri, il nuovo responsabile regionale del piano vaccinale anti-Covid, Giacomo Lucchini, ha avuto modo di spiegare i punti principali che compongo il nuovo piano di vaccinazioni anti covid. 

Per colmare i ritardi iniziali fino a domenica si cercherà di procedere sulle 17 mila vaccinazioni giornaliere, ma da lunedì da quanto ha riportato Lucchini, una circolare del commissario straordinario per l’emergenza arcuri avrebbe chiesto alle regioni di rallentare il ritmo: per la Lombardia, infatti, si procederà con una media di 90 mila vaccinazioni a settimana, circa 13 mila al giorno,  per una percentuale tra dosi ricevute e vaccini effettuati, di circa il 70-80 per cento, così da avere un 30 per cento di scorta da utilizzare, in caso di ritardi nelle consegne,  per coloro che devono fare il richiamo. 

La prima fase iniziata il 4 di gennaio, che riguarda la vaccinazione di circa 340 mila persone tra personale sanitario, socio sanitario e il personale e gli ospiti delle Rsa, dovrebbe concludersi introno alla fine di febbraio, recentemente è stato chiesto di aggiungere anche 24 mila operatori e 12 mila ospiti delle residenze psichiatriche e di disabilità. 

Ma è emersa anche la necessità, ha detto Lucchini,  di integrare queste prime dosi dei vaccini anche a personale impegnato all’assistenza domiciliare, farmacisti, dentisti, operatori dei laboratori e informatori medici scientifici”.

Finita la prima fase,  si passerà alla fase 2 che riguarderà circa che riguarderà 700mila ultraottantenni, 2 milioni di persone della fascia tra i 60 e i 79 anni, oltre ai rappresentanti delle Forze dell’Ordine e i pazienti cronici o fragili. 

“Per questa seconda fase, che probabilmente prenderà il via tra fine febbraio e inizio marzo – ha chiarito Lucchini – si renderà necessario il raddoppio della capacità di somministrazione attuali”, anche se tanto dipenderà dal tipo di vaccini disponibili e dalle loro quantità. 

Nella fase 2, oltre ai 65 hub che sono già avviati nello stoccaggio e nella somministrazioni, saranno coinvolte anche strutture temporanee, come le primule, di Boeri, le  strutture utilizzate ora per i tamponi e altre già presenti come fiere e palazzetti, con l’obiettivo che vi sia 1 struttura per la somministrazione ogni 40 mila abitanti. 

Finita la fase 2 si passerà poi a quella che Lucchini ha definito la fase generalizzata. 

Intanto oltre al vaccino Pfizer, ieri è iniziata la consegna del vaccino di Moderna e a fine gennaio ci sarà la discussione dall’Ema e poi dall’Aifa, sull’approvazione del siero di AstraZeneca.  

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