Test sierologici, perquisizioni e sequestri al San Matteo

da Luca Pattarini
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L’operazione è scattata mercoledì mattina. La procura di Pavia ha disposto una serie di perquisizioni e sequestri all’interno del Policlinico San Matteo, nella sede della Diasorin Spa e in quella della Servire Srl. Le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto Mario Venditti e dal sostituto procuratore Paolo Mazza. Le accuse, per i soggetti coinvolti, sono di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e peculato.

Al momento risultano indagate cinque persone: il presidente del San Matteo Alessandro Venturi, il direttore generale ed il direttore scientifico del Policlinico, Carlo Nicora e Giampaolo Merlini, il responsabile del laboratorio di virologia molecolare, Fausto Baldanti, e l’amministratore delegato della Diasorin, Carlo Rosa. I finanzieri del comando provinciale di Pavia hanno sequestrato documenti e computer negli uffici e nei laboratori del San Matteo e della società biotecnologica piemontese.

La vicenda è ormai nota: secondo l’ipotesi della procura la Diasorin sarebbe stata favorita, a discapito di altre società potenzialmente concorrenti, nello sviluppo dei test sierologici per il Coronavirus. L’accordo tra i due enti era stato infatti stipulato senza gara, rendendo quindi possibile un vantaggio economico per l’impresa piemontese. Nelle scorse settimane un’azienda concorrente, la Technogenetics di Lodi, aveva anche fatto ricorso al Tar della Lombardia, ottenendo l’annullamento dell’accordo sui test sierologici forniti da Diasorin. Il San Matteo aveva poi fatto ricorso contro la decisione dei giudici del tribunale amministrativo regionale: il Consiglio di Stato aveva dato ragione al Policlinico e aveva sospeso la sentenza.

In queste ore -si legge nella nota diffusa dalla Guardia di Finanza di Pavia- sono in corso ulteriori accertamenti per delineare i rapporti economico commerciali esistenti tra Diasorin, Fondazione Istituto Insubrico di Ricerca per la Vita e la società Servire S.r.l. tutte operanti all’interno dell’Insubrias Biopark di Gerenzano, in provincia di Varese.

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