Rimbalzo dell’industria lombarda (+21,2%), ma rispetto al 2019 il calo è netto (-5,2%)

da Giusy Chiricò
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L’indice manifatturiero di Unioncamere Lombardia torna a crescere rispetto al trimestre precedente (+21,2%) ma è ancora negativo su base annua (-5,2%). La contrazione tendenziale della produzione lombarda interessa ancora la maggior parte dei settori, ma compaiono primi segnali positivi. La pressione maggiore rimane sul comparto artigiano e sul sistema moda. I numeri sono stati presentati in una nota delle scorse ore dell’ente camerale lombardo.

Il terzo trimestre 2020 registra un rimbalzo congiunturale consistente della produzione industriale (variazione congiunturale destagionalizzata +21,2%) e un’attenuazione della contrazione tendenziale (la variazione tendenziale è contenuta al -5,2%). Andamento simile anche per la produzione delle aziende artigiane manifatturiere: +25,2% la variazione congiunturale destagionalizzata e -5,3% la corrispondente variazione tendenziale. L’indice della produzione industriale si riporta oltre quota 100 (106,3 dato destagionalizzato) ma non raggiunge ancora il livello di fine 2019 (111,1).

L’occupazione presenta un saldo negativo per l’industria (-0,4%) ancora contenuto dato l’irrigidimento generale del mercato del lavoro dovuto ai provvedimenti nazionali, con il tasso d’uscita all’1,8% e il tasso di ingresso all’1,4% entrambi in crescita. Si fa evidente la ripresa delle attività nel ricorso alla CIG che diminuisce considerevolmente: la quota di aziende che dichiara di aver utilizzato ore di cassa integrazione scende dal 71% al 39% e la quota sul monte ore torna al 4,1%.

I dati presentati derivano dall’indagine congiunturale realizzata da Unioncamere Lombardia relativa al terzo trimestre 2020 nell’ambito del progetto Focus Imprese che ha riguardato un campione di più di 2.600 aziende manifatturiere, suddivise in imprese industriali (più di 1.500 imprese) e artigiane (più di 1.100 imprese).

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