Una prima nella Prima. Sabato 7 dicembre la Scala aprirà la sua stagione con la Forza del Destino di Verdi. Abiti sgargianti, smoking tirati a lucido, personalità della politica e dello spettacolo. Ma dall’altro lato della piazza si riunirà l’altro volto che da sempre abita la festa di Sant’Ambrogio, quello delle proteste. Un volto che quest’anno, per la prima volta, avrà due espressioni insieme. Già, perché oltre al presidio ai piedi di Palazzo Marino, la Milano del 7 dicembre assisterà anche a un corteo di contestazione contro il Ddl sicurezza e le guerre. Un serpentone che si snoderà da corso Venezia a Largo Cairoli, senza ovviamente passare davanti al Piermarini.
A indire la manifestazione, i centri sociali e i sindacati di base, in quella che è stata ribattezzata una contro-prima. Al presidio di Piazza Scala, infatti, si esibiranno anche alcuni «artisti indipendenti» ingaggiati dalla rete degli organizzatori. Il corteo, invece, dovrebbe partire già alle 15, ma resta da capire se il popolo dei pro Palestina si unirà alla manifestazione, dal momento che ancora non si sa nulla della loro consueta sfilata del sabato, che ormai va avanti dal 14 ottobre 2023. Questa inedita manifestazione starebbe causando non pochi grattacapi alla questura, dove si lavora per capire come evitare accavallamenti con le vie di accesso e di fuga delle personalità presenti al tempio della lirica milanese.
E a proposito di personalità, quest’anno la Scala sarà un po’ più scarica rispetto alle ultime Prime. Due anni fa sul palco reale si erano seduti Mattarella, Von der Leyen e Meloni. Quest’anno, né il Capo dello Stato né la premier saranno invece presenti. L’invito è stato accettato invece dal ministro della Cultura Alessandro Giuli e il presidente del Senato Ignazio La Russa.







