Piazzale Libia Milano, appartamento esploso: si indaga sulla causa. Possibile fuga di gas

da Benedetta Maffioli
43 visualizzazioni

Sono circa le 7e15 di mattina di sabato 12 settembre, quando un appartamento al piano rialzato di un palazzina in Piazzale Libia salta letteralmente in aria. 

Un’esplosione che riecheggia per tutta Porta Romana, con un boato che si sente fino ai navigli. 

lo scoppio scardina il portone del civico 20, dove è avvenuta l’espulsione, fa scoppiare i vetri delle finestre degli appartamenti che danno sulla piazza; per strada: macerie, macchine e motorini danneggiati. Le fiamme si alzano nel monolocale al piano rialzato, due studi medici, l’ex casa della portinaia ormai vuota, e due appartamenti vicini all’ascensore, vengono distrutti dal colpo. 

I danni arrivano fino al terzo piano e coinvolgono anche il palazzo affianco, il civico 22. 

9 i feriti, tra cui il più grave il 29enne, Adam Serdiuchenko, ucraino, cameriere in un locale di lusso milanese, inquilino del monocale in cui si è verificata l’esplosione, finito all’ospedale Niguarda con ustioni di secondo e terzo grado sull’80 per cento del corpo. 

Per gli inquirenti, al momento l’ipotesi più plausibile è che l’esplosione sia stata causata da una fuga di gas proveniente proprio dalla cucina del 29enne. 

I Vigili del Fuoco, intervenuti immediatamente sul posto, hanno infatti subito sequestrato il contatore dell’abitazione, ma anche il vecchio piano cottura per capire se l’impianto, fosse funzionante o meno e se il tubo di collegamento con la cucina fosse ancora in buone condizioni, nonostante i parecchi anni. 

Non è però ancora del tutto esclusa dagli inquirenti la pista del gesto volontario: serviranno infatti ulteriori accertamenti per capire se i rubinetti dei fornelli della cucina fossero aperti al momento dell’esplosione e se si possa trattare quindi di un tentativo estremo del 29enne di togliersi la vita.

La polizia, però, non ha ancora potuto interrogare il giovane ucraino per poter ricostruire le ultime ore della sua vita prima dell’esplosione, e il fascicolo aperto dagli inquirenti è ancora contro ignoti.

Intanto il civico 20 rimarrà sotto sequestro, i vigili del fuoco hanno infatti sigillato la scena, chiudendo le finestre con assi di legno così come il portone d’ingresso, volato via con l’onda d’urto. 

Si prevedono, inoltre, tempi di rientro lunghi per i 54 sfollati della palazzina. 

Una ventina di loro ha fatto richiesta a palazzo marino per una sistemazione e sono subito stati collocati in residence e alberghi della città dove potrebbero restare anche per due settimane; gli altri si sono sistemati da amici e parenti. I residenti, del vicino civico 22, evacuati anche loro dopo l’esplosione, sono invece già potuti tornare nelle loro case. 

Leggi anche