Nuovo Dpcm, la Lombardia rischia la zona rossa

da Giusy Chiricò
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Una popolazione di oltre dieci milioni di persone è a rischio ‘zona rossa’, ma il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana spera in “un’inversione di tendenza: dobbiamo vedere i dati settimanali, forse si potrebbe anche evitare”.

Molti sono i fattori che giocano contro e venerdì la Lombardia, da sempre la più flagellata dal Covid, potrebbe ‘retrocedere’ dall’attuale fascia arancione a quella rossa.

Sonò tanti i fattori che verranno riconsiderati nella cabina di regia fissata dopodomani: verrà anche analizzato qual è l’indice di contagio regionale Rt, che comunque è sicuramente sopra l’1, attorno all’1,24. E’ il parametro che ci spingerebbe almeno per due settimane di nuovo in zona rossa. Però il tasso dei contagi è sceso a 7,1%.

Forse per questo motivo il presidente Fontana ancora spera.

Il Comitato tecnico scientifico nazionale ipotizza di abbassare la soglia critica del tasso di occupazione delle Terapie intensive e dei posti letto in area medica, fissata ora al 30% e al 40%.

Quindi il rischio delle due settimane in zona rossa è concreto e si avvicina, se si considera che, nel nuovo Dpcm, potrebbe entrare, come vuole l’Istituto superiore di Sanità, il tetto dei 250 contagi ogni 100.000 abitanti.

Nell’ultimo monitoraggio, la Lombardia ne contava 241, ma nella settimana 16- 22 dicembre, c’è stato “un incremento percentuale dei casi totali di contagio del 3,5%” e “nelle ultime due settimane si rileva un’incidenza di 299 casi positivi per 100.000 abitanti”.

 Anche da questa ‘lettura’, si capisce come la Lombardia sia a forte rischio “rosso” ,

A Palazzo Lombardia, dopo l’allarme lanciato lunedì dal presidente Attilio Fontana, ora frenano: “La zona rossa è un rischio, non ancora una certezza”.

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