Milano, quasi 1 impresa su 3 a rischio chiusura nel 2020

da Benedetta Maffioli
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A Milano le imprese del terziario continuano a soffrire.

Un’indagine, aggiornata al mese di settembre, realizzata da Confcommercio Milano, Lodi e Monza e Brianza, ha evidenziato, infatti, come a causa della crisi economica causata dall’emergenza coronavirus, quasi un’impresa su 3 sia a rischio chiusura entro la fine del 2020. 

Nello specifico delle 962 imprese che hanno risposto al sondaggio, è il 30 per cento  che ha dichiarato di temere di dover tirare giù la saracinesca definitivamente. Percentuale che arriva al 34 per cento solo nella città di Milano e tra i settori che si ritengono più a rischio chiusura ci sono il commercio di autoveicoli, gli ambulanti, i servizi alle imprese e ristorazione.

Per l’86 per cento delle imprese e professioni del terziario, come commercio, turismo e servizi, inoltre, i sostegni finora ricevuti dal governo sono stati ritenuti insufficienti a far fronte all’emergenza. Giudizio che si fa anche più critico per agenzie di viaggio e ingrosso alimentare di cui il 100 per cento ritene di non aver ricevuti aiuti sufficienti, per il 97 per cento gli ambulanti, per il 94 per cento delle imprese nei servizi della  ricettività, e per il 90 per cento di quelle della ristorazione. 

Tra le imprese che hanno fatto richiesta della cassa integrazione ci sono poi ancora situazioni aperte con risorse non ricevute per i mesi di marzo, aprile, maggio.

Per quanto riguarda il fatturato delle attività, invece, dallo studio emerge come nei mesi tra gennaio e agosto si sia ridotto di circa il 45 per cento, con una previsione in leggero miglioramento per i mesi si settembre e dicembre del meno 37 per cento, percentuale che però rimane comunque negativa. E che a Milano città rischia di arrivare anche al meno 40 per cento. 

“Anche se ci sono minimi segnali di ripresa il settore del terziario è ancora in fortissime difficoltà con quasi 1 impresa su 3 a rischio chiusura. In questo contesto – ha commentato Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza – l’utilizzo massiccio dello smart working tende a desertificare le città penalizzando un importante volano economico. Va trovato al più presto un punto di equilibrio. Ma soprattutto va rafforzato il sostegno previsto dal Governo alle imprese ormai non più sufficiente per resistere alla crisi provocata da un’emergenza sanitaria non ancora risolta”.

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