Milano, ennesimo blitz contro la statua di Indro Montanelli

da Benedetta Maffioli
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La statua di Indro Montanelli torna al centro delle polemiche, secondo le ultime notizie, questa volta nessun atto vandalico o lancio di vernice, contro il monumento dedicato al giornalista scrittore che si erge nei giardini pubblici di Porta Venezia , ma un blitz artistico che sa di provocazione. 

Nella giornata di domenica, infatti, l’artista Cristina Donati Meyer, ha messo in braccio al monumento un fantoccio dalle sembianze di una bambina, che doveva rappresentare la ragazzina che Montanelli sposò durante la guerra in Abissinia. 

È la stessa Meyer a celebrare la sua impresa rinominando la statua “Il vecchio e la Bambina”.

“Elusa la sorveglianza della polizia e scavalcando la doppia fila di reti e transenne ho posato, in braccio a Montanelli, il fantoccio di una bambina eritrea e affisso un cartello esplicativo” scrive l’artista in un post su Facebook.

E in quel cartello, un foglio a4 appiccicato con dello scotch sulla base del monumento si leggono le motivazioni: “ il monumento a Indro Montanelli così è completo. Non occorreva colorare la stata, era sufficiente aggiungere, sulle ginocchia del vecchio la bambina eritrea di 12 anni della quale abusò da soldato colonialista e fascista”. 

Per la Meyer la statua di Indro Montanelli ha un ruolo fondamentale per riaccendere una discussione e una riflessione, mai fatta in Italia, su cosa significò l’invasione e colonizzazione italiana in Etiopia, Eritrea, Somalia e Libia. 

“Gas nervino sulle popolazioni civili, bombardamenti, stupri di massa, stragi, schiavizzazione di ragazze e bambine, spose bambine, acquistate dalle famiglie, sottrazione di beni artistici e monumentali, risorse e terre – scrive l’artista, che chiosa – Dovremmo essere tutti grati a Montanelli e al suo monumento, il quale, fungendo in taluni casi da capro espiatorio, ha consentito alle italiane e agli italiani di conoscere e fare i conti con un passato orrendo: quello delle guerre e aggressioni coloniali del fascismo.”

Una provocazione che, però ha avuto vita breve, la performance della Meyer è stata infatti interrotta subito dalla polizia di stato che è intervenuta immediatamente mettendo fine all’impresa. 

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