Milano e Prefettura: Protocollo contro la movida selvaggia

da Giusy Chiricò
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“Attivare sinergie virtuose per la messa in campo di azioni innovative per la qualità del divertimento notturno giovanile, con l’obiettivo di promuoverne un modello sano e rispettoso della città e dei suoi abitanti, per garantire ai residenti e ai fruitori contesti più sicuri, responsabili ed eco-sostenibili, limitando nel contempo i grandi assembramenti e il rumore all’aperto”.

Queste le parole contenute nella delibera dell’esecutivo guidato dal sindaco Giuseppe Sala, a cui si sta lavorando per trovare un un patto pubblico-privato contro la movida selvaggia.

Il comune di Milano ha appena stanziato 200 mila euro per finanziare associazioni di commercianti, e non solo, capaci di favorire la gestione ordinata delle aree esterne ai locali più frequentati dal popolo della notte. Linee guida per la sottoscrizione, appunto, di un Protocollo d’intesa che veda come protagonisti, oltre a Palazzo Marino, la Prefettura, l’Ats della Città metropolitana, l’Università Bicocca, l’Epam (l’associazione provinciale milanese pubblici esercizi Confesercenti Milano) e l’Associazione Italiana Sicurezza Sussidiaria.

Nella delibera vengono indicate anche le principali aree dove mettere in atto le iniziative anti-movida selvaggia dalle 21 del venerdì alle 2 del sabato e dalle 21 del sabato alle 2 della domenica: piazza Duomo/piazza Mercanti; corso Garibaldi/corso Como/via Monte Grappa; Darsena/Navigli; Brera; Colonne di San Lorenzo; piazzale Archinto; quartiere Lazzaretto/via Lecco/via Melzo; Arco della Pace; Quartiere Isola; piazza Minniti/via Borsieri; Area Nolo; via Tortona.

Il Protocollo avrà validità un anno, ma nel frattempo il Comune si impegna a introdurre eventuali limitazioni agli orari di asporto di prodotti alcolici nonché il divieto di vendita di bottiglie in vetro e lattine.

Un argomento di strettissima attualità nella contesa legale tra residenti e commercianti del tratto di corso Garibaldi compreso tra via Moscova e via Marsala: dopo una serie di pronunciamenti di Tar e Consiglio di Stato, Palazzo Marino ha dovuto introdurre una serie di norme stringenti per garantire il diritto alla quiete dei cittadini, in particolare lo stop all’asporto dalle 22 e la chiusura dei dehor a mezzanotte in tutti i giorni della settimana.

Nel progetto di una movida responsabile tra i vari obiettivi ci sono anche quelli di: “intensificare le attività e i servizi di vigilanza, controllo e prevenzione di sua competenza nelle stesse zone”; “promuovere, nelle zone caratterizzate da maggiore concentrazione, la presenza di un ‘coordinatore’ dei servizi di sicurezza sussidiaria attivati presso i singoli esercizi per una relazione efficace e coordinata con la polizia locale e le forze dell’ordine”; posizionare cartelli informativi rivolti ai più giovani; e “garantire una tempestiva pulizia delle aree a maggior afflusso di pubblico per evitare e prevenire contesti di degrado”.

Non solo. Nella delibera approvata, la Giunta prevede di avviare due iniziative progettuali per migliorare la fruizione degli spazi pubblici della movida grazie allo stanziamento di 200 mila euro che associazioni, enti del terzo settore e istituzioni che rappresentano i commercianti potranno utilizzare a partire dal prossimo 10 settembre, dopo aver partecipato ad appositi bandi.

I primi 100 mila euro serviranno per “la realizzazione di progetti di educazione civica finalizzati alla sensibilizzazione ad una migliore fruizione degli spazi pubblici”. Gli altri 100 mila euro, invece, hanno l’obiettivo di “favorire la gestione ordinata delle aree dei plateatici e/o delle aree esterne immediatamente pertinenziali ai locali e favorire sinergie virtuose con la polizia locale e le forze dell’ordine in caso di necessità”.

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