Milano, allarme del Comune: Per le scuole manca il 20% dello spazio

da Benedetta Maffioli
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A Milano per il prossimo anno scolastico potrebbe mancare almeno il 20% dello spazio per accogliere tutti i bambini. Le scuole primarie e medie milanesi, infatti, sono troppo piccole per far fronte ai distanziamenti dovuti dall’emergenza coronavirus e presenti nelle nuovo linee guida per la ripartenza a settembre di tutte le scuole di ordine e grado. 

A tirare le somme è lAassessore comunale all’edilizia scolastica, Paolo Limonta, che spiega che che “nell’ipotesi di dimezzamento dei bambini per classe, dalle prime verifiche” è “emersa la necessità di avere almeno un 20 per cento in più di spazi ulteriori, esterni agli edifici scolastici”.

Una percentuale alta, soprattutto perché tiene già conto dell’utilizzo di altre aule nelle scuole e di laboratori, che, però, “non potranno essere del tutto sacrificati – come spiega l’assessore – perché fanno parte dell’importante percorso di crescita degli alunni”.

Limonta fornisce anche un elenco con le scuole di competenza delCcomune che a causa del distanziamento non riuscirebbero a garantire lezioni frontali a tutti i ragazzi: sono circa una decina dalle elementari di Piazza Leonardo da Vinci alle medie di Via Colonna Vittoria. 

Dubbi anche  sul piano scuola con le nuove linee guida presentato ieri dalla ministra Lucia Azzolina e discusso oggi nell’assemblea con le Regioni, per cui l’assessore all’edilizia scolastica non nasconde le difficoltà per gli istituti di adeguarsi alle norme. 

“Continuano a mancare due voci fondamentali di cui il Governo si deve far carico – scrive Limonta in un lungo post su facebook – La garanzia del pieno organico di tutto il personale docente e non docente ad ogni scuola, perché allo stato attuale l’organico non è adeguato e anzi sono stati operati addirittura ulteriori tagli. E lo stanziamento, adesso e non tra qualche mese, di risorse straordinarie agli enti locali per l’edilizia scolastica” conclude l’assessore.

Il Comune in questi giorni ha, comunque avviato una piano di ricognizione nei Municipi per capire come organizzare gli istituti alla luce del dimezzamento delle presenze in aula, e per cercare di risolvere il più possibile le criticità che ci sono e nelle quali bisogna intervenire.

E a farsi strada, anche l’ipotesi di alcune “scuole temporanee”, dove non basteranno infatti gli spazi, si potrebbero costruire prefabbricati ad hoc in grado di ospitare gli studenti. 

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