Lombardia e Milano, crisi dura e ripresa lenta: i dati di Assolombarda

da Benedetta Maffioli
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Una caduta economica più consistente nel periodo del lockdwon e un periodo di recupero più lento e graduale da maggio ad oggi. 

Sono questi i due dati principali emersi in un studio di Assolombarda, che ha documentato la situazione sullo stato di salute dell’economia regionale. 

Rispetto allo stesso periodo del 2019, il report registra una diminuzione dell’attività produttiva delle imprese lombarde pari al -35% a marzo, al -45% ad aprile, a confronto della media nazionale del meno 29 per cento di marzo e del meno 43 per cento di aprile.

A pesare sul quadro economico lombardo, vi è soprattutto l’elevata connessione ai mercati internazionali, Con un commercio mondiale in forte arretramento, infatti, nel secondo trimestre 2020 la contrazione delle esportazioni lombarde è estremamente ampia (-26,9%) e diffusa a tutti i settori e a tutte le province.

Nel complesso dei primi sei mesi del 2020 le esportazioni in Lombardia diminuiscono del -15,3% su base annua, che equivale a una perdita di fatturato estero delle imprese pari a 9,7 miliardi di euro, di cui 3,2 miliardi di euro solo a Milano.

E nonostante gli indicatori degli ultimi mesi indichino una lieve ripesa in atto per la regione, è evidente come comunque la Lombardia sia ancora in difficoltà: Il traffico dei veicoli pesanti sulle tangenziali milanesi, indicativo della ripresa degli scambi e quindi dell’attività delle aziende, si attesta a inizio settembre sui livelli di luglio, ancora inferiore del -5% circa rispetto al 2019 e gli spostamenti per motivi di lavoro rilevati da Google Maps nei primi giorni di settembre continuano ad essere ridotti del -34% rispetto al pre-Covid (-29% in Italia).

Anche i dati sull’occupazione non sono incoraggianti si registra, infatti, in Lombardia un calo di -110 mila unità (come effetto della diminuzione sia degli occupati indipendenti (-23 mila) sia dei dipendenti (-87 mila).

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