Italiani cambiati dalla pandemia: più pessimisti sul futuro, tra paura e rinunce

da Benedetta Maffioli
29 visualizzazioni

Il coronavirus ha cambiato le abitudini e gli stili di vita degli italiani: dallo smartworking, alla spesa online, alle vacanze per lo più made in Italy, ad un progressivo ritorno a fornelli, fino ad un crescente senso di precarietà e incertezza verso il futuro. 

È la fotografia scattata dall’anteprima digitale del rapporto Coop 2020, su consumi e stili di vita del Paese, che rivela come gli italiani siano ancora oggi i più pessimisti d’Europa, anche se contemporaneamente solo il 5 per cento delle famiglie teme di uscire dalla classe media.  Il 38% pensa di dover far fronte nel 2021 a seri problemi economici e tra questi il 60% teme di dover  intaccare i propri risparmi o di essere costretto a chiedere un aiuto economico a Governo, amici/parenti e banche.  A farne le spese sono soprattutto le classi più fragili, i giovani, le donne, mentre c’è un 17% di italiani che prevede nel 2021 un miglioramento delle proprie condizioni economiche.

Il covid ha anche portato l’Italia verso una maggiore digitalizzazione: lo smartworking è aumentato del +770% rispetto a un anno fa, così come dell’egrocery (+132%).

Le rinunce però a causa del covid sono state tante: A rinunciare all’idea pianificata di avere un figlio a causa dell’emergenza sanitaria è il 36% dei dei giovani tra i 18 e i 34 anni a fronte ad esempio di un 17% dei francesi e addirittura di un 14% dei tedeschi. Non è la sola rinuncia importante: matrimoni, trasferimenti, acquisti di case e aperture di nuove attività figurano tra i progetti rinviati o cancellati e queste scelte di vita mancate hanno coinvolto in totale l’84% di italiani. 

Il lockdown, infine, ha invertito la fuga dai fornelli, cresce infatti del 28,5 per cento l’acquisto di ingredienti base a discapito dei cibi pronti e il 30 per cento dedicherà più tempo alla cucina per tutelare budget familiare e qualità.

Leggi anche