Fase 3, Imprese lombarde: taglio cuneo fiscale, giù Iva e Irpef

da Giusy Chiricò
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Ridurre il cuneo fiscale per rilanciare i consumi duramente colpiti dalle conseguenze dell’emergenza Covid-19. Ma anche intervenire sull’Irpef e tagliare le aliquote Iva, richiesta, quest’ultima, che giunge, soprattutto da distribuzione carburanti e automotive, negozi non alimentari e ambulanti. E’ quanto emerge dal nuovo sondaggio di Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza (realizzato nel mese di luglio), con le risposte di 865 imprese, per l’87% fino a 9 addetti.

Hanno in particolare risposto all’indagine – i cui dati sono stati elaborati dall’Ufficio Studi – gli imprenditori della ristorazione (24%) e del dettaglio non alimentare (23%). A imprese e professionisti è stato chiesto di valutare quali interventi su fisco e costo del lavoro potessero risultare più efficaci per rilanciare consumi paralizzati dall’effetto della pandemia: dalla riduzione delle aliquote Irpef, al taglio del cuneo fiscale, dell’Iva, all’introduzione della flat tax.

Tutte le opzioni hanno trovato buon riscontro nelle risposte al sondaggio con voti medi superiori al 7. La riduzione del cuneo fiscale è la misura giudicata più efficace dal 50% degli operatori, il 28% la riduzione dell’Irpef, il 22% la riduzione delle aliquote Iva. Più soldi da spendere con il taglio del costo del lavoro lo auspicano in particolare ristorazione, trasporti e logistica, dettaglio alimentare, ingrosso non alimentare, servizi alla persona.

Ma l’86% di chi ha risposto all’indagine ritiene soprattutto che non sia sufficiente una sola misura per rilanciare la domanda, bensì che occorra un mix fra riduzione del cuneo fiscale, dell’Iva e taglio dell’Irpef (52%) o almeno due di questi provvedimenti (34%).

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