Ecco Milano all’ora dell’aperitivo. Le immagini della città deserta ma ‘illuminata’

da Chiara Antico
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Sono le 19.30, l’orario dell’ happy hour,  del traffico di rientro dopo una giornata caotica, della stanchezza fisica e mentale perché “a milano c’è troppo gente, troppe auto incolonnate lungo le strade, non si trova un buco per parcheggiare… quanta confusione …tanta che ti manda in tilt il cervello”.

E’ quello che siamo abituati a vedere:  la quotidianità che scorre velocemente, la conosciamo a memoria e per questo che oggi possiamo – solo – immaginarla, perché sono le 19.30 e a Milano pare sia notte fonda.

Il silenzio è assordate, l’unico suono che irrompe è quello delle sirene dell’ambulanza, colonna sonora di queste settimane. E’ il solo rumore esterno, che arriva nelle case, diventate il piu sicuro rifugio.

Sulle carreggate sono rimasti solo i rider che montano in sella e pedalano in una città insolitamente vuota. Irriconoscibile. Ma questa sensazione paradossalmente oggi ci tranquillizza, perché vuol dire che stiamo assumendo correttamente la medicina piu forte per combattere il virus.

La grande  mela della Stazione Centrale ora è piu visibile, era difficile scorgerla, offuscata dal caos dei pendolari, dei viaggiatori che venivano e partivano con trolley rimbombanti, delle voci dei turisti che insieme fondevano lingue diverse  creando un unico incomprensibile,  ma meraviglioso,  linguaggio.

Oggi della metropoli a Milano è rimasto solo il profilo, disegnato dai grattacieli che ricordano i tempi d’oro: quelli dell’ happy hour, del traffico di rientro dopo una giornata caotica, della stanchezza fisica e mentale…

Tempi che ci sembrano così tanto lontani. E allora sui palazzi il tricolore ci ricorda chi siamo: italiani, lombardi, milanesi.

E sui muri, sugli edifici istituzionali si ripetono gli appelli quasi disperati, perché questo è l’unico modo per tornare al piu presto alla Milano della “c’è troppa gente, troppe auto incolonnate lungo le strade, e quanti rumori che ti mandano in confusione in cervello”.

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