Denaro in cambio di permessi di soggiorno: sotto accusa 2 poliziotti e un imprenditore

da Benedetta Maffioli
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Si facevano comprare con denaro o regali di diverso tipo, dai viaggi a cene in ristoranti esclusivi, e in cambio concedevano con facilità permessi di soggiorno a cittadini stranieri.

È con queste accuse che due ex poliziotti sono stati raggiunti in mattina, uno, un assistente capo della polizia, dall’esecuzione della misura cautelare degli arresti domiciliari, l’altro dalla notifica dell’interdizione dall’esercizio di pubblico ufficio o servizio per la durata di una anno. Finito ai domiciliari, anche, l’imprenditore egiziano complice che li pagava per ricevere quel genere di favori. 

Ai tre, nello specifico, sono stati contestati a diverso titolo i reati di corruzione, fraudolento danneggiamento di beni assicurati, istigazione alla corruzione e reati in materia di immigrazione.

I fatti risalgono al triennio 2014-2016, quando i due agenti prestavano servizio presso il Commissariato distaccato di “Sesto San Giovanni” e le investigazioni, condotte tra il 2016 ed il 2017 hanno consentito di disvelare l’esistenza di  rapporti di natura illecita tra i destinatari delle misure cautelari.

In particolare è emerso che, a fronte della dazione di denaro e di regali di diversa natura come ad esempio viaggi, pranzi e cene in ristoranti esclusivi nonché capi d’abbigliamento, i poliziotti agevolano la trattazione e/o il rilascio dei titoli di soggiorno a favore di  cittadini stranieri, in particolare maghrebini in particolare, indicati a loro dall’imprenditore egiziano. 

Il solo assistente capo, inoltre,  ha anche partecipato a frodi assicurative redigendo annotazioni di polizia giudiziaria dal contenuto falso oltre ad aver cercato di corrompere un altro operatore affinché egli stesso redigesse un atto falso a seguito del primo intervento di volante.

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