Dati sbagliati, lo scontro tra regione Lombardia e governo centrale

da Giusy Chiricò
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La Lombardia torna arancione, dopo essere stata una settimana rossa per errore. Ed è su quell’errore che si è consumato lo scontro politico e non solo, con i commercianti che ora minacciano una class action per i danni immotivati che hanno subito.

Il nodo è: di chi è la colpa se la Regione il 16 gennaio, pieno periodo di saldi, è finita in zona rossa anche se non doveva? Errore nei numeri della Regione o nel calcolo della Cabina di regia e del Ministero? Nell’ordinanza firmata per riportare la Lombardia in zona arancione, il ministro della Salute Roberto Speranza ha messo nero su bianco che la decisione è stata presa sulla base dei dati “rettificati” dalla Lombardia.

Il governatore Attilio Fontana ha invece ribadito che il Pirellone non ha “mai sbagliato a dare i dati e non li ha mai rettificati”, ha solo valorizzato alcuni dati “su richiesta dell’Istituto Superiore di Sanità”. E anzi, ha annunciato che il ricorso presentato nei giorni scorsi contro la zona rossa al Tar del Lazio andrà avanti, con l’impugnazione anche dell’ultima ordinanza di Speranza e dei verbali del Cts e della cabina di regia in cui si parla di una rettifica.

Dalla Regione rivendicano di essere stati loro ad accorgersi che qualcosa non andava e a chiedere una sospensiva di 48 ore al ministro prima di entrare in zona rossa.

Di certo non hanno fatto bene a chi ha dovuto chiudere la serranda nei giorni dei saldi. Questa settimana rossa è costata 600 milioni alle imprese: stima “al ribasso” dice Confcommercio Lombardia che chiede “chiarezza al più presto su chi ha sbagliato”, e soprattutto un risarcimento adeguato. E ci sono già commercianti e imprenditori che si stanno organizzando per una class action.

Il dibattito che ha portato a un botta e risposta tra Governo centrale e regionale, ha visto anche un botta e risposta tra il comune di Milano e regione Lombardia.

Il sindaco di Milano Giuseppe Sala non ha risparmiato attacchi: “Buttare in rissa la questione sull’Rt lombardo certamente contribuisce a non far emergere la verità”, scrive su Facebook. Per il primo cittadino c’è qualcosa che non quadra: “Il sistema è collaudato, essendo in funzione da mesi, una sola Regione sostiene che l’algoritmo di compilazione ha una falla mentre per tutte le altre ha funzionato. Possibile che ci abbia visto giusto solo la nostra Regione?”. E come l’ultima volta, anche in questa occasione Sala chiede di poter vedere i dati ribadendo inoltre che: “Il calcolo dell’Rt è un fatto tecnico, non politico”.

Il Governatore Fontana non ha esitato a rispondere che rimanda al Governo giallo-rosso: “Gli uomini del suo Governo ci hanno chiesto di integrare i dati già inviati e non modificati con ulteriori specifiche che non fanno parte delle richieste standard. E come per magia il rosso è diventato arancione se non giallo”. Fontana ha continuato a replicare duramente invitando il primo cittadino del capoluogo meneghino a richiedere i dati: “A noi non è dato sapere di un algoritmo segreto che hanno e usano solo a Roma. Magari a lui rispondono”.

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