Covid, Fontana: ‘Lombardia già arancione, ma niente può cambiare fino al 27’

da Benedetta Maffioli
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Continua con il vertice di oggi tra il Presidente Attilio Fontana e i sindaci lombardi,  il pressing delle province sulla Regione, per chiedere l’allentamento delle misure restrittive a partire già da questo venerdì, in quei territori meno colpiti dalla seconda ondata del virus.

Possibilità che, però, nonostante i dati riguardo agli indicatori dell’indice di rischio attuali, collocherebbero la Lombardia in zona arancione già dalla scorsa settimana, Fontana ha ribadito non essere possibile fino almeno al 27 di novembre, cioè dopo 14 giorni, come previsto dal dpcm, in cui la Regione si è assestata nella fascia di rischio inferiore.

Un’inversione di marcia, sulla curva epidemiologica, che è da attribuirsi secondo il presidente alle misure presenti nell’ordinanza regionale, entrata in vigore il 22 ottobre scorso, perché gli effetti dei provvedimenti si iniziano a percepire dopo almeno due settimane dal giorno in cui sono entrati in azione. Quindi per Fontana, tra qualche giorno dovremmo iniziare a vedere anche i benefici del nuovo Dpcm. 

“Siamo arrivati in cima al plateau, adesso siamo in una fase in cui camminiamo in pianura e presto inizierà la discesa”, ha commentato il Presidente di Regione Lombardia. 

Segnali positivi che a Milano si vedono già da venerdì scorso con due elementi che evidenziano l’inversione di rotta: il calo dell’indice Rt e la minor pressione nei pronto soccorso. 

Per l’indice di contagio, dall’ultima rilevazione effettuata il 18 di novembre, che riguarda però la giornata del 12, il valore calcolato sul numero dei contagi, si assesta all’1,06. Ma dal 12 novembre sono passati 7 giorni, e secondo esperti ed epidemiologici, con un calo dell’indicatore di 0,3/0,4 ogni 24 ore, Milano oggi potrebbe già essere sotto la soglia dell’1, evidenziando come si sia ormai entrati nella fase regressiva dell’epidemia. 

Per quanto riguarda, invece, la pressione nei pronto soccorso, fino a 20 giorni fa le chiamate al 118 si aggiravano intorno alle 2 mila richieste di soccorso, con un aumento evidente di chiamate per sintomi covid. Negli ultimi giorni invece, sono scese intorno alle 1.500 unità.

“Questi risultati merito di sacrifici- ha commentato Fontana su Facebook – devono indurre tutti i lombardi a continuare a rispettare le regole del distanziamento e dell’uso delle mascherine, per consolidare il trend e per evitare che finite le restrizioni di ricominci a vivere come se il virus fosse scomparso”.

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