Coronavirus: il treno, l’incidente di Lodi e la pista del contagio

da Benedetta Maffioli
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Cosa c’entra il deragliamento del Freccia Rossa a Ospedaletto Lodigiano il 6 febbraio scorso e la diffusione del primo focolaio di Coronavirus proprio nella zona del lodigiano?

Potrebbe essere solo una coincidenza, oppure, quell’incidente potrebbe essere collegato direttamente all’inizio dell’epidemia da Covid-19.

Sul Corriere della sera, si prova così a ricostruire la linea del contagio.. proprio risalendo al giorno dello schianto del freccia rossa. secondo questa ipotesi, infatti, il virus all’inizio di febbraio era già in circolo, e quel giovedì 6 febbraio l’incidente fa si che ad Ospedaletto Lodigiano, tra finanzieri, carabinieri, poliziotti arrivi un totale di 100 unità , venute poi a contatto con i colleghi incaricati dell’inchiesta, con in curiosi, con la stampa e con i tanti rappresentati istituzionali subito giunti sul posto. ancora non c’era alcun pensiero che un male invisibile stesse circolando in Lombardia, ma il virus gravitava già in ospedali ed esercizi commerciali.

Poi sempre secondo il Corriere, tra gli otto/10 giorni successivi all’incidente, le forze dell’ordine iniziano ad accusare i primi malati, l’inizio di una lunga scia, che arriva a Milano, Bergamo, Crema, Brescia.
I sintomi sono gli stessi, riconducibili oggi al Covid-19, ma allora scambiati per una normale influenza e così, nessun isolamento per quei carabinieri, finanzieri e poliziotti che hanno continuato la normale vita nelle caserme, ignari di essere pericolosi per i compagni.

A non aiutare anche la disputa di Atalanta-Valencia, il 19 febbraio, in cui tanti membri delle forze dell’ordine, erano impiegati nel mantenimento dell’ordine pubblico al Meazza di Milano, partita di champions definita dai medici una vera e propria bomba biologica.

Gli stessi uomini poi, il 23 febbraio quando viene istituita la zona rossa nel lodigiano, per garantire la sorveglianza, sono costretti a tornare a contatto con il virus, spesso senza le dovute protezioni di sicurezza, anche entrando in contatto con i residenti che provavano a scappare.

Un collegamento così tra l’incidente ferroviario e il diffondersi del virus, che potrebbe essere la risposta alle tante domande, tra le quali anche al perché in Lombardia il virus si sia propagato così velocemente.

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