Coronavirus a Milano, il piano di Ats: obiettivo 130 mila tamponi a settimana

da Giusy Chiricò
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L’obiettivo è aumentare le analisi. Perché già adesso si è arrivati a 100 mila test a settimana, il quadruplo rispetto all’estate. Ma si deve fare di più, e arrivare almeno a 130 mila ogni sette giorni, per stare al passo con il ritmo dei contagi. È caccia ai tamponi a Milano: l’Ats (che copre le province di Milano e Lodi) è al lavoro su un piano per incrementare il numero di test che viene fatto nella Città metropolitana.

Lo scopo è arrivare ad almeno 4-5 mila test al giorno in più, da lunedì a venerdì, vista la domanda sempre crescente. Una sfida non facile però: già adesso in città, tra punti “drive through” dove si fa il test in auto, e ambulatori classici, ci sono 37 sedi (tra ospedali pubblici e privati convenzionati) dove si può fare il test a carico del Servizio sanitario pubblico. Far salire questo numero, sia per le disponibilità degli spazi sia per quella del personale necessario per fare le analisi, è una sfida tutt’altro che semplice. Se nei prossimi giorni è prevista l’apertura di altri due punti, sempre con test “automobilistici”, a Linate e Romolo, si sta lavorando anche per aprire un nuovo punto, sempre per automobilisti, in via Ippocrate, all’ex Paolo Pini.

Al di là però della difficoltà di riuscire ad aprire nuovi punti dove fare i prelievi, il problema è anche la processazione dei test, visto che i laboratori regionali non bastano più. Già da alcune settimane i tamponi fatti ai “drive- through” degli ospedali San Carlo e San Paolo vengono non solo processati nei laboratori delle due strutture e a Brescia all’istituto zooprofilattico. Ma anche a Napoli, in un laboratorio con cui, tramite Aria, è stata fatta una convenzione ad hoc. Tutto questo, per cercare di far fronte ai contagi: Perché la curva si pieghi, e il ritmo dei casi diminuisca in modo sensibile alleggerendo sia il sistema di tracciamento e test sia gli ospedali, sono necessarie ancora diverse settimane.

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