Abbiategrasso, positivi al Covid sette infermieri vaccinati a gennaio

da Stefano Galimberti
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Sette infermieri che lavorano nell’ospedale Costantino Cantù di Abbiategrasso, vaccinati a gennaio, con doppia dose del vaccino Pfizer, sono risultati positivi alla variante inglese del coronavirus. Due di loro hanno manifestato sintomi molto lievi, con tosse e mal di testa, gli altri, asintomatici, nessuno. Ora stanno tutti bene. «Questo fatto — ha spiegato il primario di medicina interna degli ospedali di Magenta e Abbiategrasso, Nicola Mumoli — dimostra l’importanza del vaccino perché senza di esso uno degli infermieri sarebbe potuto finire in ospedale. Quando si dice che il vaccino è efficace nel 93 per cento dei casi – ha continuato Mumoli – si intende che è praticamente azzerato il rischio di sviluppare la polmonite che può portare all’ospedalizzazione.

Diverso è il discorso della trasmissibilità da una persona all’altra, soprattutto nel caso della variante inglese che non è più «cattiva» ma è più contagiosa. Come detto però, una volta che ci si è vaccinati, il virus non porta a sviluppare una malattia grave». Secondo Mumoli, il focolaio nel suo ospedale ha fatto emergere l’importanza, in questa fase della pandemia in cui le vaccinazioni non proteggono la maggior parte della popolazione, «che anche dopo che ci si è vaccinati, bisogna continuare a utilizzare i dispositivi di protezione e le distanze sociali».

A stupire, nel caso di Abbiategrasso, è piuttosto il numero di operatori interessati: sette su venticinque. Il primario del Fornaroli-Cantù, però, ha voluto rassicurare tutti: “Non ci risulta che questi infermieri abbiano contagiato altre persone – ha sottolineato –. Anche gli studi condotti a livello internazionale tendono a rassicurarci”.

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