Reinfezione da Covid, lo studio coordinato dal Dott. Mumoli pubblicato su Jama Internal Medicine

da Stefano Galimberti
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La reinfezione da Covid è un evento molto raro, un caso ogni 100 mila individui che hanno avuto il Covid, l’immunità naturale al virus è molto elevata, dura almeno un anno ed è pari, se non superiore, a quella dei vaccini.

Lo spiega Nicola Mumoli, dell’Ospedale Fornaroli a Magenta, che ha coordinato un lavoro pubblicato sulla prestigiosa rivista Jama Internal Medicine.

Il lavoro ha tenuto conto di 122 mila tamponi effettuati in un’area molto vasta della Lombardia: in un anno di osservazione sono risultati solo 5 casi di reinfezione, tutti riguardavano pazienti immunodepressi.

“Resta l’incognita di nuove possibili varianti – spiega Mumoli – perché se è vero che l’immunità acquisita con una prima infezione è ampia e protegge anche da varianti note come l’inglese e la brasiliana, nulla esclude che in futuro possa comparire una nuova variante più violenta che oggi non conosciamo e contro cui l’immunità ottenuta con una prima infezione o con il vaccino non funziona”.

Lo studio si basa su una vasta mole di dati, relativi a una delle zone più gravemente colpite (560Km quadrati e 470.000 abitanti) in Lombardia, per un totale di 122.007 tamponi considerati. “Abbiamo considerato come reinfezione un tampone positivo oltre i 90 giorni dopo la completa risoluzione della prima infezione – spiegano gli autori – e con almeno due tamponi consecutivi negativi tra i due episodi”.

È emerso che la reinfezione è un evento raro che riguarda peraltro pazienti particolari, ad esempio malati oncologici o comunque persone fortemente immunodepresse o in terapia con forti dosi di immunosoppressori. Le differenze trovate sono importanti. La densità di incidenza per 100.000 giorni-persona è di 1,0 (95%, IC 0,5-1,5) per le persone con una storia di infezione contro 15,1 (95% IC, 14,5-15,7) per le persone senza una storia di infezione. Questi numeri si traducono in un rischio 15 volte inferiore di incorrere in una nuova malattia da COVID nelle persone già infettate rispetto a quelle che non lo sono mai state, con una durata dell’immunità che perdura oltre gli 8 mesi.

“Ovviamente – ribadisce Mumoli – non sappiamo qual è il rischio di reinfezione se ci fosse una mutazione realmente notevole nel virus”.

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