Milano: Traffico di sostanze dopanti, 6 arresti e 53 indagati

by Benedetta Maffioli
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Utilizzavano dei ricettari in bianco, rubati dagli ospedali, per contraffare le ricette e grazie alla complicità di un farmacista e un funzionario comunale, riuscivano a smerciare le sostanze anabolizzanti tra palestre e clienti privati in 10 province della Lombardia.

È questo ciò che è emerso dalla conclusione dell’indagine “solferino” eseguita questa mattina dai Carabinieri del nas di Milano che hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 6 soggetti ritenuti responsabili a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni del Servizio Sanitario Regionale, falsificazione di ricette mediche, ricettazione e commercio illecito di medicinali ad effetto anabolizzante.

Un’operazione che ha anche portato a 59 altre perquisizioni e all’arresto in flagranza di reato di un personal trainer classe 1982 nella cui abitazione sono state trovate 64 fiale di Nandrolone, una sostanza stupefacente.

Le indagini sono state avviate dal NAS nel mese di giugno 2018 a seguito del sequestro di false prescrizioni mediche presso una farmacia del capoluogo lombardo, risultate oggetto di furto presso vari studi medici del milanese.

Gli esiti raccolti nel corso delle indagini hanno permesso di identificare due distinte associazioni per delinquere dedite entrambe all’illecito approvvigionamento di medicinali dopanti, in particolare l’ormone della crescita, che venivano poi ricettati e smerciati nelle palestre delle province di Milano, Varese, Pavia e Lodi.

Un traffico di sostanze anabolizzanti dello stesso calibro di quello delle sostanze stupefacenti, con praticamente zero costi e solo guadagni, ogni ricettario rubato, infatti, costava circa mille euro, dal quale ricavavano 100 ricette contraffate che rivendevano ad una cifra tra i 1700 e i 2000 euro.

Tra le persone arrestate un farmacista del centro di milano e un funzionare comunale della provincia pavese, ai vertici di una delle due associazioni criminali chiamato da tutti “lo zio”, che utilizzava anche spazi del comune per nascondere le medicine prima di rivenderle.

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