Operazione ‘Cardine – Metal Money’: 17 arresti per traffico di rifiuti e riciclaggio di denaro

da Giusy Chiricò
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Dieci persone sono finite in carcere e 8 ai domiciliari nell’ambito di una indagine della Dda di Milano per associazione per delinquere di tipo mafioso e associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, frode fiscale, autoricilaggio, usura ed estorsione.

L’operazione condotta dalla Gdf e dalla Squadra Mobile di Lecco si è svolta in Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna. La Procura ha ricostruito l’attività di un sodalizio mafioso nel lecchese guidato da Cosimo Vallelonga, esponente di spicco dell’ndrangheta e già condannato. Ci sono anche 16 tonnellate di rame trinciato radioattivo tra i materiali sequestrati nel corso della maxi operazione sul traffico di rifiuti, dietro al quale si cela l’ombra della ‘Ndrangheta.

L’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip, è stata eseguita nella mattinata di martedì, nei confronti di 18 italiani, di cui 10 in carcere e 8 ai domiciliari. Secondo le indagini sarebbe state movimentate illegalmente almeno 10mila tonnellate di rifiuti e materiali ferrosi. Le indagini hanno portato al sequestro di 120mila euro di quote delle società che partecipavano al traffico.

L’operazione è stata denominata Cardine-Metal Money e ha al centro la figura di Cosimo Vallelonga, già condannato per associazione mafiosa.

Secondo gli investigatori, Vallelonga è ancora uno dei cardini della criminalità organizzata in Lombardia. Il boss, dopo aver finito di scontare la sua pena, aveva ripreso i vecchi contatti ‘ndranghetisti, ricevendo addirittura visite nel suo negozio di La Valletta Brianza, “Arredo Mania”. Qui aveva riorganizzato il traffico illecito, soprattutto per ‘riciclare’ i soldi provenienti da estorsioni e usura nell’economia legale.

Le fiamme gialle hanno infatti ricostruito che prestava soldi a tassi altissimi ad imprenditori locali e che aveva messo in piedi una serie di società che hanno fatto fatture false per oltre 7 milioni di euro.

Riceviamo e pubblichiamo la lettera dell’avvocato Alberto Baldo per conto della società Arredomania con sede a La Valletta Brianza.

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