Milano, hacker 23enne crea maxi giro di scarpe contraffatte online: arrestato

da Giusy Chiricò
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Associazione per delinquere finalizzata all’introduzione nel territorio dello Stato di prodotti con marchi contraffatti – soprattutto scarpe -, truffa, ricettazione, indebito utilizzo di carte di pagamento intestate a terzi e autoriciclaggio: con queste accuse la polizia di Milano ha eseguito una misura di custodia in carcere per un 23enne, ai domiciliari per un 22enne e un obbligo di firma per un altro 22enne, indagando altri quattro ragazzi tra i 22 e 23 anni. Le indagini hanno principalmente riguardato la vendita online di falsi prodotti griffati, si stima per un giro da 300mila euro.

A capo della banda di tre giovani truffatori telematici arrestati dalla polizia c’è un 23enne che nel 2015 era stato riconosciuto come membro di Anonymous e risulta tra i responsabili dell’attacco hacker alla deputata Catia Polidori. Era lui ad aver costruito l’impalcatura criminale attraverso le scatole cinesi di siti ma aveva “assunto” il figlio di un ricco imprenditore egiziano come consulente marketing, un 22enne soprannominato Masha.

La banda si serviva di 4 reclutatori ventenni (tutti indagati) che convincevano amici e conoscenti ad intestarsi carte PostePay, sim telefoniche e indirizzi email in cambio di 50 euro. L’attività andava molto bene perché solo nel 2020 il loro bilancio è stato di 300mila euro, con un utile di 117mila euro. Secondo gli investigatori erano arrivati a 1.172 clienti. I soldi venivano poi smistati su un conto

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