Incendio devasta l’ex scalo ferroviario, indagini in corso

da Mario Fortunato
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Una squadra di vigili del fuoco, come si vede da un gazebo ancora sul posto, ha sorvegliato per tutta la scorsa notte i resti dell’ex scalo ferroviario di via Rismondo, andati letteralmente in fumo. A poco più di 24 ore dal maxi rogo che ha svegliato un intero quartiere, tra sabato e domenica, restano lo scheletro bruciato del capannone dismesso di 1.400 metri quadrati e la paura dei residenti.

Non è esclusa infatti la presenza di amianto all’interno di un’area che da anni attende di essere bonificata. Il presidio dei vigili del fuoco, nella notte domenica e lunedì, ha avuto una duplice motivazione: innanzitutto evitare che i senzatetto potessero avvicinarsi all’area.

Una squadra di vigili del fuoco, come si vede da un gazebo ancora sul posto, ha sorvegliato per tutta la scorsa notte i resti dell’ex scalo ferroviario di via Rismondo, andati letteralmente in fumo. A poco più di 24 ore dal maxi rogo che ha svegliato un intero quartiere, tra sabato e domenica, restano lo scheletro bruciato del capannone dismesso di 1.400 metri quadrati e la paura dei residenti.

Non è esclusa infatti la presenza di amianto all’interno di un’area che da anni attende di essere bonificata. Il presidio dei vigili del fuoco, nella notte domenica e lunedì, ha avuto una duplice motivazione: innanzitutto evitare che i senzatetto potessero avvicinarsi all’area.

Potrebbe essere stata proprio la presenza dei clochard a scatenare il furioso incendio. Presumibilmente un fuoco accesso per scaldarsi dal freddo della notte è finito fuori controllo: questa una delle ipotesi al vaglio per ricostruire l’accaduto. Ma non si esclude nemmeno l’atto doloso o il cortocircuito. In secondo luogo i vigili del fuoco hanno controllato l’area al fine di fermare possibili nuovi focolai. In tale ottica la pioggia battente delle ultime ore ha fornito un valido aiuto. L’area, di proprietà delle ferrovie, resta sotto sequestro ed è stata aperta un’inchiesta per fare luce sull’accaduto.

Potrebbe essere stata proprio la presenza dei clochard a scatenare il furioso incendio. Presumibilmente un fuoco accesso per scaldarsi dal freddo della notte è finito fuori controllo: questa una delle ipotesi al vaglio per ricostruire l’accaduto. Ma non si esclude nemmeno l’atto doloso o il cortocircuito. In secondo luogo i vigili del fuoco hanno controllato l’area al fine di fermare possibili nuovi focolai. In tale ottica la pioggia battente delle ultime ore ha fornito un valido aiuto. L’area, di proprietà delle ferrovie, resta sotto sequestro ed è stata aperta un’inchiesta per fare luce sull’accaduto.

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