Rifiuti illeciti, nell’inchiesta anche la ‘ndrangheta di Corsico e Buccinasco

da Stefano Galimberti
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L’inchiesta resa pubblica ieri sul traffico illecito di rifiuti nel sud Milano arriva a coinvolgere direttamente Corsico e Buccinasco, visto che a beneficiare dello smaltimento irregolare sarebbe la ‘ndrangheta presente nelle due città.

Il clan coinvolto è quello dei Molluso. La cava era situata a Zibido san Giacomo. Gli arrestati, finiti ai domiciliari, sono Gianarnaldo Bonilauri 72 anni della cava di Zibido e Giuseppe Molluso, 42 anni, figlio del boss Giosofatto Molluso.

Il lavoro degli investigatori, che si è avvalso anche di intercettazioni telefoniche, ambientali e videoriprese, ha fatto emergere come le società coinvolte, per abbattere i costi di smaltimento, utilizzassero un consolidato metodo illecito di gestione delle macerie derivanti da demolizione, rifiuti potenzialmente pericolosi che richiedono, prima di essere trattati, analisi che ne escludano appunto la pericolosità. Un obbligo che veniva invece costantemente “bypassato” tramite una falsa classificazione dei rifiuti con codici riferiti a materiali inerti non pericolosi, con notevoli risparmi in termini economici e di smaltimento. Dalle intercettazioni è emerso come uno dei principali conferitori di rifiuti edili, terre e macerie al sito sequestrato fosse il titolare di alcune ditte riconducibili a personalità di spicco della ‘ndrangheta di Corsico e Buccinasco e intrattenesse rapporti diretti con i responsabili dell’impianto per definire di volta in volta le modalità illecite di conferimento. In questo modo, ci sarebbe stato un vantaggio economico importante per le società gestite dalla ‘ndrangheta in materia di gestione dei rifiuti.

Il traffico illecito individuato era reso possibile grazie alla connivenza di un sito di cava con annesso impianto di trattamento rifiuti, il quale riceveva i rifiuti consapevole della loro falsa classificazione, facendosi pagare di volta in volta un sovrapprezzo riferito al maggiore o minore grado di “eterogeineità” del contenuto dei carichi in ingresso, provenienti soprattutto da cantieri di Milano.

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