Caso Furci, il comandante arrestato che si presentava come uomo di legge e ordine

da Stefano Galimberti
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Il poliziotto che arrestò più di 500 persone, che ammirava il modello Stati Uniti e che arrivò a Trezzano sul Naviglio per mettere legge e ordine. Così si presentava Salvatore Furci, 43 anni, di Gioia Tauro, il comandante arrestato ieri come responsabile della droga messa nell’auto del capo dei vigili di Corbetta, Lia Vismara, per vendicarsi di una mancata promozione ai tempi in cui si trovava nella città del magentino.

“Apprendiamo con sorpresa la notizia dell’arresto – ha dichiarato il sindaco di Trezzano Fabio Bottero –. Specifichiamo che si tratta di fatti estranei al nostro Comune e che non coinvolgono la polizia locale di Trezzano. Per ora, la guida del Comando sarà affidata al segretario comunale”.A Trezzano Furci si presentò con delle parole che a oggi suonano inquietanti, l’obiettivo era “portare la polizia locale tra i cittadini, renderla un punto di riferimento, far comprendere che non siamo solo vigili che staccano sanzioni, ma che operiamo in aiuto di chi ha bisogno e svolgiamo attività diverse”. Per lui la divisa era “onore e orgoglio”, andava indossata come “stimolo a fare sempre meglio” per “portare a un livello superiore l’attività della polizia locale, con metodo e preparazione”. Un po’ come vide nella polizia degli Stati Uniti, dove perfezionò l’uso delle armi, fece esperienza sul campo e girò pure in pattuglia con la polizia americana. Come disse in un’intervista al Giorno: «Negli Stati Uniti hanno una visione completamente diversa dalla nostra. Quando giravamo a Little Rock, Stato dell’Arkansas, le persone ci ringraziavano anche solo di esserci. Un rispetto per la divisa che inorgoglisce».

Una visione che diceva di voler applicare anche nel suo lavoro, sempre durante l’insediamento a Trezzano esordì: “Da ora si ristabilisce il rigore, il lavoro, vogliamo dimostrare di non essere solo vigili che fanno multe e che di noi ci si può fidare”. A Trezzano, nel 2013 era stato arrestato un altro comandante della polizia locale, Giacomo Velardita, coinvolto in un’indagine per corruzione. Polizia di Trezzano finita negli ultimi mesi, già prima dell’arrivo di Furci, sotto indagine interna del Comune per lo scandalo delle auto dimenticate nelle depositerie. Veicoli sequestrati che sono stati abbandonati nei depositi autorizzati per anni, tanto che il Comune dovrà sborsare oltre 400mila euro per saldare i conti. E il dubbio è proprio che qualcuno potesse trarne vantaggio.

Nel suo curriculum Furci elenca un passaggio all’Annonaria di Milano, poi Nucleo trasporto e, infine, Antidroga. Anni di lavoro in stretta collaborazione con la Procura di Milano, una Procura che negli atti dell’inchiesta dimostra anche che Furci stava tentando di usare i suoi rapporti per venire a conoscenza dello sviluppo indagini a suo carico.

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