Un secolo di Triennale: un secolo per capire com’è cambiato l’abitare

scritto da: Giovanni Migone De Amicis | 16 Maggio 2023

Cent’anni di vita sono un traguardo importante. Soprattutto per un’istituzione culturale che rappresenta una delle eccellenze di una città. E la Triennale di Milano può vantare questo primato, grazie alle sue esposizioni che dal 1923, quando ancora si chiamavano Biennali delle arti decorative e si svolgevano alla Villa Reale di Monza.

Ma da allora, questa istituzione ha rappresentato la frontiera della ricerca nel campo dell’architettura e del design, anticipando i tempi e presentando alla città e al mondo nuove visioni del futuro, importanti riflessioni sul passato e interrogativi ancora senza risposta, senza però perdere di vista la quotidianità e il mondo concreto che ci circonda.

Naturale dunque che una delle indagini che più volte si è affacciata dalle parti di viale Alemagna sia quella legata all’abitare. Dagli edifici veri e propri agli oggetti di tutti i giorni, analizzando i mutamenti sociali che hanno modificato i nostri usi e costumi quotidiani.

Nasce su queste premesse HOME SWEET HOME, l’esposizione che attraverso la storia della Triennale e delle sue Esposizioni Internazionali, arriva alla contemporaneità, riflettendo sull’idea di casa e di abitare, dalla trasformazione dei ruoli di genere all’evoluzione del rapporto con la natura nello spazio domestico, fino alla crescente influenza della tecnologia.

NINA BASSOLI – Curatrice

Già, i problemi. Da Covid al caro affitti, la mostra non dimentica tutti i temi più attuali legati alla casa e a quello che ci gira intorno, che rendono il percorso espositivo un viaggio dal retrogusto particolare. NINA BASSOLI – Curatrice E, intorno alla casa si trova inevitabilmente il mondo immediatamente più ampio, quello della città, vista come insieme di case. In questo senso, la mostra si interroga sulla sostenibilità e sulla necessità di demolire o meno ciò che esiste già.

NINA BASSOLI – Curatrice

Un percorso che non solo analizza le evoluzioni socio-culturali del nostro abitare, ma le mette anche in relazione a tantissimi oggetti iconici che fanno parte del tesoro della Triennale, ossia il Museo del Design Italiano. NINA BASSOLI – Curatrice Un modo per riflettere sula nostra quotidianità, attraversando il nostro passato e immaginando il nostro futuro, che sarà possibile scoprire fino al 10 settembre.