Un acceleratore di particelle contro i tumori orfani di terapia

scritto da: Giovanni Migone De Amicis | 05 Dicembre 2023

Si chiama Proton Center ed è l’ultimo arrivato tra i padiglioni dello Ieo, l’istituto Europeo di Oncologia. Un fiore all’occhiello dell’innovazione tecnologica nelle cure oncologiche che permetterà a centinaia di persone di trovate cure più efficaci grazie alla protonterapia.

Quello dello Ieo è il 3º centro protoni in Italia, dopo quelli di Pavia e di Trento e in tutto il mondo se ne contano appena un centinaio. Il centro medico oncologico di Milano, inoltre, è il primo istituto di ricerca a dotarsi di questa tecnologia.

ORECCHIA

Ma che cos’è la Protonterapia? Detto in parole molto semplici, è come avere un piccolo acceleratore di particelle, come quello del Cern di Ginevra, in grado di accelerare dei protoni a base idrogeno fino velocità inimmaginabili, circa la metà della velocità della luce.

Queste particelle vengono quindi concentrate in un fascio del diametro pari a quello di una normale matita e indirizzato sulle cellule tumorali, colpendo con massima precisione anche quelle che si trovano in profondità sotto la pelle, fino a 30 centimetri, causandone l’inattività, se non la morte. Per questo si tratta di una terapia molto adatta per alcuni tipi specifici di tumori.

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Un procedimento molto meno invasivo e doloroso rispetto alla radioterapia convenzionale.

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In Italia, dicevamo, esistono altri due centri – a Pavia e a Trento – che possono erogare questa particolare terapia, ma che in un anno riescono ad aiutare appena un migliaio di pazienti, a fronte di una platea di soggetti potenzialmente interessati che – stando ai numeri forniti dal Ministero della Sanità – pari a circa settemila pazienti oncologici.

Per questo motivo, questa struttura, costata ben 40 milioni di euro, rappresenta per Milano e per il Paese un passo avanti fondamentale nella cura del cancro.

Non a caso, all’inaugurazione erano presenti anche le autorità, a partire dal Sindaco Sala, da sempre molto vicino al tema delle cure oncologiche al quale – a meno di 40 anni di età – avevano trovato un linfoma.

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