Uil Lombardia lancia la campagna contro il precariato

scritto da: Giusy Chiricò | 09 Gennaio 2024

Dopo le campagne ‘Zero morti sul lavoro’ e ‘Patto di stabilità no grazie’ della Uil Nazionale, volute dal segretario Uil Pierpaolo Bombardieri, parte dalla Lombardia l’attenzione e sensibilizzazione agli enti pubblici, Comuni, Provincia e Regione sul lavoro, con la campagna ‘Precariato? No grazie!’.

Lo annuncia con una nota il sindacato. I dati diffusi dagli Istituti previdenziali – ricorda la Uil – segnano che nella ricca Lombardia su le oltre 700 mila assunzioni nel primo semestre 2023, circa il 50 % si trova a lottare con un lavoro precario. A questi dati si aggiunge una inflazione che ha eroso gli stipendi e l’aumento dei costi per le famiglie quali asili, bollette e mutui. E se queste condizioni hanno in forte difficoltà chi ha un lavoro messo stabile, per chi ha un lavoro precario la situazione è ancora più difficile.

I dati degli stipendi (fonte INPS 2022) afferma il sindacato “sono drammatici”. Nel 2022, la provincia di Milano ha registrato 1.817.565 lavoratori, di cui il 38% rappresentato da operai e il 3% da apprendisti con un reddito medio annuo inferiore a 18.000 euro lordi. Al contempo, il 18,8% dei lavoratori, ossia 341.389 persone, era impiegato a tempo determinato, con una retribuzione media di soli 11.011 euro all’anno. Un ulteriore 25% dei lavoratori, pari a 456.445 individui, era assunto con contratti a tempo parziale, percependo un salario medio annuo lordo di 13.260 euro e chi ne fa di più le spese sono i giovani.

La battaglia per salari dignitosi e contratti stabili del sindacato sarà su due fronti: “da un lato verso il Governo che deve dare ascolto alle mobilitazioni del Sindacato, dall’altro ci rivolgeremo agli enti locali Comuni, Provincia e Regione che, come già specificato, devono prevedere nei bandi di gara che prevedere la presenza di aziende esterne, che al personale occupato che opera in interventi finanziati da risorse pubbliche siano applicate i contratti di lavoro sottoscritti dalle Organizzazione Sindacali maggiormente rappresentative e siano inquadrati con contratti a tempo indeterminato”