La vasca del Seveso diventa un parco, ma continuano le proteste dei residenti

scritto da: Giovanni Migone De Amicis | 04 Giugno 2024


La scorsa settimana ha preso il via la nuova stagione dei concerti nell’area degli ippodromi di Milano, di fatto una delle questioni ricorrenti che riprende vigore sulle pagine dei giornali quando il caldo comincia a scaldare l’aria cittadina. Per chi vive da queste parti però, tra Gallaratese, Lampugnano e San Siro, la questione va oltre le settimane estive della musica dal vivo.


Nel 2023, i disagi legati alla sosta selvaggia, ai flussi incontrollati di fan e a una mobilità completamente impazzita avevano portato i residenti a un passo dall’esaurimento. Dopo mesi di battaglia e confronto, quest’anno, il Comune ha messo a punto un piano insieme al Politecnico per regolare l’accesso all’area. In estrema sintesi, una zona rossa interdetta al traffico privato non residente che corre tutto intorno alla sede del concerto e una zona verde di prefiltraggio – più distante – con accessi controllati dalla Polizia Locale.


Ad aprire la stagione di quest’anno i Metallica, saliti sul palco dell’Ippodromo La Maura mercoledì 29 maggio. Ancora a poche ore dal concerto però i residenti esprimevano i loro dubbi.


MARIO LAURENTI – COMITATO DEI RESIDENTI


Scarsa, inoltre, la comunicazione che Palazzo Marino ha tenuto con i residenti, sia sui flussi che sui parcheggi disponibili per chi prenderà parte ai 34 concerti previsti da qui a fine luglio.


MARIO LAURENTI – COMITATO DEI RESIDENTI


Il concerto dei Metallica va quindi in archivio e noi siamo tornati a parlare con i residenti la mattina dopo. Non senza una sorpresa.


VOCE


Certo, meglio non significa bene. Perché il piano del Comune ha messo alcune toppe, ma restano ancora tanti aspetti da sistemare.


Meno sosta selvaggia rispetto al 2023, ma il fenomeno resta comunque ben presente. Scarsa comunicazione sulla logistica per la marea di 70mila e più persone che lascia l’ippodromo dopo ogni concerto. Un esempio su tutti? Mercoledì scorso, alla fine del concerto, a metropolitana di Uruguay, la più vicina all’ippodromo, era chiusa, senza alcuna spiegazione.


VOCE


Il cuore del piano di Palazzo Marino era però quello delle due zone, una rossa e una verde. Anche qui però, qualche perplessità tra i residenti è rimasta.


VOCE


E poi c’è – naturalmente – il solito, eterno problema del rumore. Ora, che i Metallica non fossero esattamente la Filarmonica della Scala, questo era ben chiaro a tutti. Se però nelle case affacciate sull’Ippodromo La Maura – ad alcune centinaia di metri dal palco – la loro musica ha raggiunto e superato gli 80 decibel, allora la questione assume un profilo di criticità diverso dal semplice fastidio.


AUDIO 80 DECIBEL


Cosa significa 80 decibel in termini concreti? Lo spiegano bene i documenti della Città Metropolitana. 80 decibel significa avere una strada a traffico intenso in salotto. Non è un caso che il regolamento comunale ponga – in orari notturni, tra le 22 e le 6 del mattino – il limite a 55 decibel. In caso di fonte singola di rumore – come nel caso di un concerto – addirittura il livello dovrebbe stare al di sotto dei 50decibel.


Tutte lamentele a cui ha cercato di rispondere lo stesso sindaco Beppe Sala.


SALA


Eppure – sostengono i residenti – altri posti ci sarebbero. Per citarne due, l’area di Rho Fiera e l’aeroporto di Bresso. Si tratta di Comuni esterni a Milano, è vero, ma allora – si chiedono gli abitanti del Gallaratese – la Città Metropolitana a che cosa serve?


VASCA DI LAMINAZIONE


Dopo la vasca di laminazione, l’area alle spalle del Cimitero di Bruzzano si arricchisce di una nuova area verde a disposizione dei cittadini. Negli scorsi giorni è stata infatti inaugurata l’area verde che circonda il laghetto artificiale. Si tratta di un parco alberato di 12mila metri quadri, con pista ciclabile tutto intorno allo specchio d’acqua, inserito all’interno del Parco Nord che lo gestirà.


GRANDI


Certo, il parco è importante, ma resta pur sempre un attore di secondo piano, dal momento che il vero protagonista è la vasca in sé, che già due volte è entrata in funzione, scongiurando quasi del tutto l’esondazione del Seveso nei quartieri di Niguarda e Isola. L’acqua limpida che lo riempie tutto l’anno è quella della falda, pronta ad essere pompata fuori per far spazio alle acque – decisamente meno limpide – del Seveso in caso di temporali e nubifragi.


GRANELLI


Ma questa vasca è solo un primo tassello di un mosaico più ampio, che comprende altre vasche o aree golenali a nord di Milano, sui cui ritardi però tanto si è polemizzato. Il punto lo fa quindi l’assessore regionale competente, Gianluca Comazzi.


COMAZZI


Ma tornando a quella di Milano, la vasca al confine tra la città e il Comune di Bresso continua ad essere oggetto di pesanti critiche da parte dei residenti delle vicine palazzine.


RESIDENTI


La replica del Comune è affidata nuovamente all’assessore Granelli.


GRANELLI


Questi però sono i giorni del parco, a disposizione dei cittadini quando non è in corso un’emergenza meteo.