Il successo del 61° Salone del Mobile, tra politica ed economia

scritto da: Giovanni Migone De Amicis | 25 Aprile 2023

Ci sono eventi che possono definire un luogo, più dei suoi monumenti o della sua storia. E Milano non fa eccezione. E chiunque sia passato all’ombra della madonnina nell’ultima settimana non può non averlo capito. Benvenuti a Milano, la casa del design.

Nella settimana dedicata al design, Milano si trasforma, cambia pelle, indossando i suoi abiti più scintillanti e soprattutto creativo. MUSICA – IMMAGINI RHO Cuore pulsante della Design Week milanese è la fiera di Rho, dove si svolge il Salone vero e proprio, che quest’anno è stato aperto dalla premier, Giorgia Meloni.

MELONI

È qui che si ritrovano gli espositori di tutto il mondo, pronti a mettere il meglio che il mondo della creatività ha da offrire. E, soprattutto, pronti ad accogliere i buyer internazionali, interessati ad impreziosire le loro attività con le ultime novità del mondo del design. E quest’anno, nello specifico, questo ha significato un ritorno importante, dopo gli anni della pandemia: quello del mercato cinese.

ESPOSITRICE

E l’edizione del 2023, la numero 61, è andata bene: in sei giorni sono state 307 mila le presenze, +15% rispetto al 2022, appena dieci mesi fa quando causa Covid la manifestazione si svolse eccezionalmente a giugno. Un incremento che ha riguardato soprattutto gli stranieri, arrivati da 181 Paesi. Italiani a parte, la classifica delle partecipazioni vede in testa appunto la Cina, seguita da Germania, Francia, Stati Uniti, Spagna, Brasile e India. Ma questa è stata una settimana che restituisce anche lo stato di salute delle imprese lombarde.

SPADA

E, tra tavoli, sedie, poltrone, divani e vasi, c’è un padiglione che da sempre attira più attenzione degli altri. È quello dedicato all’illuminazione, che quest’anno ha puntato – incredibile a dirlo – su un allestimento al buio o quasi.

ACACI

Fuori dalla Fiera di Rho, invece, scatta il colore degli eventi e delle installazioni nelle location più iconiche di Milano. Basta passeggiare per Brera, dove un posto auto può diventare un salotto. Ma come ogni anno, non può mancare la meraviglia della Ca’ Granda, l’università Statale di Milano, dove ‘stupire’ è da sempre la parola d’ordine.