Il progetto ”Girasoli”: ridare speranza ai detenuti delle carceri milanesi

scritto da: Giovanni Migone De Amicis | 20 Febbraio 2024

Cucinare, servire e accogliere: in tre parole imparare una professione per assicurarsi un futuro al rientro in società. A Palazzo Isimbardi, sede della Città metropolitana, ha avuto luogo il secondo appuntamento della rassegna “Girasoli”, per alzare il velo sul mondo carcerario e offrire uno sguardo differente sui detenuti e sulle detenute.

In questa occasione, nello specifico, i riflettori si sono accesi sui progetti che vedono protagonista il mondo dell’accoglienza: dalla cucina alla sala, con lo scopo di imparare un mestiere spendibile al rientro in società. A portare la propria esperienza, il direttore del carcere di Bollate.

Giorgio Leggieri – Direttore Carcere di Bollate

Oltre all cucina e all’ospitalità, il progetto girasoli include altre tre modalità espressive: la pittura, il teatro e la musica. Modi diversi di dare speranza ai “Girasoli”, ossia i detenuti, intesi come persone cui offrire una chance di recupero sociale attraverso l’arte. Ma anche modi per unire metaforicamente – ma non solo – la vita dentro e fuori dal carcere, attraverso la potente forza dell’espressione artistica.

DE MARCHI