Il futuro della Piazza d’Armi di Baggio, tra speranze e illusioni

scritto da: Giovanni Migone De Amicis | 14 Maggio 2024

Immaginate un’area grande quanto il parco Sempione. Uno spazio immenso per la densità che Milano presenta oggigiorno. E ora immaginatelo completamente abbandonato da oltre 30 anni.

Edifici andati in malora – nonostante i vincoli della Soprintendenza – e una vegetazione che si è presa tutto ciò che si poteva prendere. È questo lo stato in cui si trova la Piazza d’Armi di Baggio. Un luogo che oggi è alla ricerca di un futuro che – forse – è finalmente alle porte.

Le bonifiche non hanno mostrato segni idi inquinamento nei terreni. Quello che invece si potrebbe trovare con facilità sono proiettili e ordigni inesplosi. Già perché – come suggerisce il nome stesso – qui si sono svolte per quasi un secolo le esercitazioni militari delle nostre Forze Armate, a cui – non a caso – è intitolato la grande via che vi scorre davanti. Dai balconi qui intorno, insomma, in anni recenti, si potevano vedere – e soprattutto sentire – i cannoni dei carrarmati fare fuoco.

In origine, prima che i cannoni cominciassero a sparare, qui si costruivano e si facevano decollare i primi dirigibili in Italia. Oggi la proprietà è in mano a Invimit Sgr, società di gestione del risparmio di proprietà del Ministero dell’Economia.

A ottobre è stata rinnovata l’appello per un investitore che contribuisca a sviluppare questi oltre 400mila metri quadrati di terreno alle porte di Milano. Una chiamata che però, almeno per ora, è rimasta inascoltata. Federico Audisio – Invimit Sgr E poi c’è il Comune di Milano, spettatore interessato delle vicende dell’area, che ha aperto le sue porte eccezionalmente proprio in occasione di una commissione consiliare di Palazzo Marino.

La speranza dell’amministrazione è di veder sorgere tanta edilizia residenziale sociale, immersa in tanto verde. Già, perché uno dei pochi paletti del PGT comunale – ad oggi – è quello di mantenere a parco pubblico almeno il 75% dell’intera superficie. Bruno Ceccarelli – Presidente commissione Urbanistica del Comune La domanda che tutti si pongono, dunque, sono le tempistiche.

Quando si può sperare di restituire alla città un’area che oggi è completamente recintata da muri e filo spinato? Federico Audisio – Invimit Sgr Bruno Ceccarelli – Presidente commissione Urbanistica del Comune