Con ”Presente Indicativo”, il Piccolo Teatro è la Porta d’Europa

scritto da: Giovanni Migone De Amicis | 30 Aprile 2024

C’è un luogo a Milano dove la memoria non è solo qualcosa di astratto, ma una realtà solida, come la pietra o il ferro, dove il ricordo si fa più forte, fino a soffiare con il vento tra i rami degli alberi. Un luogo che ispira silenzio a guardarlo, ma dove la parola e la testimonianza sono e resteranno sempre delle fondamenta incancellabili.

Un po’ nascosto all’interno del Parco Montestella, il Giardino dei Giusti dell’Umanità, con le sue targhe, i suoi cippi e le sue strade lastricate, ricorda a chiunque vi passi che c’è chi si è battuto contro ogni guerra, contro ogni genocidio mettendo in gioco la propria vita. Alcune volte, sempre troppe, perdendola.

Un’Europa intesa come orizzonte culturale, esteso al di là dei confini fisici e politici che tradizionalmente la definiscono: crocevia di artisti, geografia policroma e frastagliata di linguaggi, esperienze, sguardi. Queste in sostanza le premesse della seconda edizione di Presente Indicativo, il festival del teatro contemporaneo che il Piccolo di Milano ospiterà dal 4 al 19 maggio.

16 artisti della scena europea e non solo, 16 spettacoli in 16 giorni, di cui 6 in prima nazionale e 1 in prima assoluta, 8 Paesi rappresentati, 11 le lingue che risuoneranno dal palco dello Strehler.

Claudio Longhi – Direttore Piccolo Teatro di Milano

Gli spettacoli attraversano i nostri palcoscenici per spingersi oltre, aprendosi alla città, raccontando il festival, prima e durante, grazie a un calendario policentrico e capillare di appuntamenti, una sorta di viatico per uno spericolato pellegrinaggio teatrale, una festa del Teatro e dell’Europa, per tutti.

Claudio Longhi – Direttore Piccolo Teatro di Milano