Angelo Mangiarotti, l’architetto che disegnò il dopoguerra in Italia

scritto da: Giovanni Migone De Amicis | 31 Gennaio 2023

Un architetto tra gli architetti. Un ingegnere tra gli ingegneri. E un designer tra i designer. Senza tralasciare le capacità creative da scultore. Un artista a tutto tondo, in grado di coniugare in sé più mondi, più sfere di competenza, travalicando gli argini di una professione e sconfinando in quella attigua.

E tutto questo lo si ritrova nelle opere e nel pensiero di Angelo Mangiarotti, a cui oggi la Triennale di Milano ha voluto dedicare un grande omaggio con la mostra “Angelo Mangiarotti – Quando le strutture prendono forma”, che resterà aperta fino al prossimo 23 aprile. Stefano Boeri Fulvio Irace (Curatore) Nato a Milano nel 1921, si laurea al Politecnico nel 1948, dopo aver trascorso gli anni della guerra all’Ecole Polytechnique di Losanna. Diventa ben presto, grazie anche ad importanti sodalizi professionali e personali con nomi di rilievo come Ernesto Nathan Rogers e Bruno Morassutti, una figura di riferimento dell’architettura internazionale, arrivando ad insegnare in istituti di prestigio, tra cui l’Illinois Institute of Technology di Chicago, l’Istituto superiore di disegno industriale di Venezia, il Politecnico di Losanna e quello di Milano. E proprio a Milano, Mangiarotti ha legato indissolubilmente il proprio nome.

Fulvio Irace (Curatore)

Ecco dunque che, tra disegni di progetti, idee per maniglie e vasi che si trasformano in edifici, l’esposizione trasporta il visitatore ad indagare la bravura di Mangiarotti nell’affrontare il singolo problema senza trascurare la visione globale più ampia, in cui emerge tutta la sua attenzione per la sperimentazione, per le caratteristiche dei materiali e per le funzioni statiche degli elementi. Fulvio Irace (Curatore)